Info Irpinia

A tutti noi è noto il mito della sirena, bellissima donna dalle gambe di pesce il cui canto ammaliante incanta i poveri malcapitati che le si avvicinano troppo, finendo affogati e divorati. Questa “femme fatale” è solitamente legata ai mari ed alle zone costiere, eppure ne esistono anche alcune versioni “d’acqua dolce”: più simili a delle ninfe e meno conosciute delle loro sorelle marine, questi esseri sono soliti abitare nei pressi di cascate, laghi e fiumi dell’entroterra. 

A quanto pare una di queste leggendarie creature abiterebbe anche nelle terre d’Irpinia, particolarmente congeniali data la presenza di numerosi corsi e specchi d’acqua (anche se dalle chiusure continue degli acquedotti quest’estate non si direbbe). Insomma, potremmo non avere l’acqua nel rubinetto nei mesi esitivi, o una precisione accettabile nella consegna dei cantieri, ma almeno non ci facciamo mancare gli gli esseri mitologici.

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Lungo il fiume Ofanto infatti, in un posto chiamato Brovesao, esiste una cascata d’acqua cristrallina il cui scrosciare ricorda le note di un’ammaliante e misteriosa canzone.  Secondo una vecchia leggenda Lionese questo suono sarebbe realmente un canto, quello della Sibisibilla che abita le acque della cascata: una donna dalla suggestiva bellezza che, come un meraviglioso miraggio appare sui sassi vicino l’acqua, “li piscuni”, intenta ad asciugarsi e pettinarsi i lunghi capelli.

Racconta la storia che chiunque si bagni in quelle acque, o diventi casualmente testimone dell’incredibile bellezza dell’essere che vi dimora, non abbia altro destino se non quello di morire. Così la sirena attira gli sventurati con un dolce, terrificante, ed irresistibile canto … “Io so’ la sirena che strascina via…Uagliò statt’accorto, si te ‘nfunni t’accido!” ed i poverini, stregati dalla sua voce e dal suo fascino, finiscono inesorabilmente tirati in acqua ed affogati. E voi? Avete il coraggio d’andare a Lioni alla ricerca della cascata della Sibisibilia?

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