Ho partecipato alla prima, lo scorso 26 gennaio presso il Multisala Cinema Nuovo a Lioni, del pregevole corto “Meraviglie d’entroterra”, scritto per Trematerra Movie da Agostino Catarinella con la regia di Dante Spiniello.

Meraviglie d'entroterra
Info Irpinia – Cinema Lioni

Le proiezioni si sono svolte in una atmosfera di grande entusiasmo, a sala colma ad ogni nuovo spettacolo: un successo non banale che si erge candidamente a riferimento culturale, a modello di vita inteso in chiave quasi antropologica. Oscurato infatti ed assente qualunque riferimento alla tecnologia che consenta di contestualizzare l’epoca della vicenda, il vissuto rappresentato e narrato acquista, nel preciso intento di autore e regista, una valenza al di fuori del tempo contingente, ed esprime la categorica assolutezza dei valori cardine della comunità messa sotto osservazione.

In altre parole, ci è stata presentata una realtà suggestiva ed immobile, totalmente presa da se stessa e dal suo lento fluire scandito dall’arcana magia della musica, quella tarantella che spunta all’improvviso, come per incanto, dalle mani e dal fiato di contadini e pastori, e che tutto pervade. Insomma, Montemarano paese della musica, la sua prima e principale “meraviglia” (guarda qui). Dopo di essa, il culto del vino ed i rituali alimentari generati dalla stagione agricola, che sulla buona tavola trovano il compimento del loro ruolo nella gioia della vita semplice, immutata negli anni, e presentata come ricetta di felicità.

Werner Herzog Gesualdo
Werner Herzog

Le “meraviglie” di Catarinella e Spiniello non appaiono poi così diverse da quelle palesate ad esempio dal noto regista tedesco Werner Herzog nelle sue numerose indagini antropologiche girate fra le tribù di di aree remote del Sud America, dell’Africa occidentale, dell’Australia. E non a caso proprio Herzog ha lavorato, diversi anni fa, anche in Irpinia, a Gesualdo, per portare sugli schermi le suggestioni di un’altra delle belle leggende musicali nascoste di queste colline.

Come negli obiettivi di Herzog, con questa pellicola si è andati a fondo nelle nostre radici: quelle che abbiamo tutti sotto ai piedi, quelle che Agostino e Dante ci hanno svelate spontaneamente, incuranti dell’impietoso giudizio che la loro trasparente operazione potrebbe riscuotere e probabilmente riscuoterà, una volta trascinata al di fuori del suo naturale contesto, ad esempio nei raffinati e sofisticati ambienti culturali del capoluogo.

Meraviglie d'entroterraAd oggi, nessuno ancora può dire se la globalizzazione vincerà la resistenza dell’identità dei singoli popoli, se il multiculturalismo imperante prevarrà sulla tradizione che lentamente scompare, se il lavoro di questi ragazzi potrebbe acquistare un valore importante domani. E allora, Agostino e Dante, per il momento tenetevele strette, le vostre speciali eppurtuttavia sconvolgenti meraviglie d’entroterra, e siatene giustamente orgogliosi, se non per altro perché sono le vostre e le sole che potete condividere oggi, con noi e con tutti quelli che, come noi, sono curiosi del proprio tempo e vogliono viverlo con pienezza, senza attingere o uniformarsi a vuoti ed esterni cliché. Perché quello che sarà delle vostre e delle nostre vite, in questo modo ed in qualche modo, l’avrete deciso voi, a seconda di quanto vorrete e sarete capaci di comunicarla, esportarla, evolverla o negarla, la discussa meraviglia che avete nel cuore e che, da una delle tante mille dimenticate eppur vive periferie che popolano un globo con i riflettori ancora tutti accesi al centro, avete voluto e saputo mostrarci.