Agostino Della Gatta

Il primo giorno di febbraio, a Nusco, mestamente, abbiamo salutato per l’ultima volta Agostino. Anche il tempo, nebbioso e con qualche lacrima di pioggia, ha voluto esprimere il suo dolore nel giorno del tuo funerale. Era inevitabile: questa terra ha perso troppo prematuramente uno dei suoi figli più rappresentativi ed innamorati.

La Chiesa era piena di gente che gli voleva bene e di persone che, come lui, in questa terra ci credono profondamente. Dolore e sogni insieme, passioni comuni, commozione e tanti bei ricordi. Col suo addio abbiamo perso l’amico di tutti ed un immenso punto di riferimento per il nostro territorio. L’unico sempre presente negli appuntamenti importanti per questa terra. Bastava voltarti e lo vedevi lì, sorridente e quieto, pronto a salutarti cortesemente. “Il gigante buono sempre con lo zaino in spalla, pronto a girare e ad incontrare l’Irpinia”, come dolcemente e precisamente l’ha ricordato mia cugina Laura.

Quante volte ci siamo incontrati lungo la ferrovia Avellino-Rocchetta, una delle nostre grandi passioni in comune. Quante volte abbiamo percorso tratte insieme, viaggiando a piedi sui binari abbandonati, scoprendo tante storie affascinanti dietro ogni stazione, dietro ogni traversina. Quanti pezzi di storie a nostra volta, semplicemente, ci siamo scambiati. Ricordo ancora quella risata insieme alla stazione di San Tommaso del Piano, ma ricordo anche le tue amarezze.

Adesso siamo tutti un po’ più soli, soprattutto quelli che si ostinano a sognare. È più solo chi ama questa terra, chi vuole difenderla, chi spera di poterci restare, chi vorrebbe tornare a vederla sorridere, chi non accetta il compromesso, chi vorrebbe vederci uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. È per questo motivo che ora bisogna stare, tutti insieme, più vicino ai sognatori. Forse, provando ad interpretare un desiderio di Agostino, c’è bisogno di molti più sognatori, anzi, di più sognatori concreti. Proviamo a sognare attraverso i suoi occhi: lo faremo felice.