CICLO RIFIUTI

CICLO RIFIUTI

In Irpinia produciamo 150mila tonnellate di rifiuti all’anno, di cui circa 50mila di frazione organica: il problema è che ricicliamo pochissimo, praticamente niente, trasferendo la nostra spazzatura al di fuori dei confini regionali, con altissimi costi per gli Irpini sulla Tari (tassa annuale sui rifiuti). Inoltre abbiamo subito una multa da 20 milioni di euro dall’Europa, che stiamo pagando con 120.000€ al giorno, per il mancato adeguamento alle norme Ue del sistema di raccolta e gestione dei rifiuti in Campania.

Per questo motivo, nel maggio 2016, è stata varata la legge regionale in materia di rifiuti che prevede sostanzialmente:

Un solo ciclo integrato per tutto il territorio provinciale (da raccolta a smaltimento);

– La quota di raccolta differenziata innalzata al 65% entro il 2020;

Autonomia impiantistica;

Osservatorio regionale sui rifiuti e riattivazione dell’Ato (ambito territoriale ottimale).

Da qui l’intento di costruire, da parte della Regione, biodigestori anche in Irpinia, nello specifico a Conza ed a Chianche, avendo queste due amministrazioni dato disponibilità ad ospitarli sul proprio territorio comunale. A questi siti però ci siamo opposti fermamente per i motivi che puoi ascoltare nei seguenti video:

Il problema principale, a nostro avviso, è che si tratta di megabiodigestori anaerobici da 20mila mq, che producono biogas, il quale è fonte di emissioni tossiche più inquinanti del metano. Inoltre questo biogas potrebbe determinare la produzione di batteri sporigeni anaerobi che, attraverso il digestato sparso sui campi come concime (compost), sarebbe in grado di determinare problemi anche mortali negli animali d’allevamento, specie volatili, ed anche nell’uomo. Addirittura alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’epidemia di escherichia coli che ha colpito la Germania nell’estate del 2011, causando 18 morti e migliaia di casi di botulismo, fosse relazionata proprio alla presenza di centrali a biogas!

E poi perché dovremmo prepararci a trattare quasi 100mila tonnellate di rifiuti organici all’anno, quando ne produciamo la metà? Se sommiamo Chianche (30mila t/a), Conza (30mila t/a), ampliamento Stir (10-20mila t/a) e Teora già attivo (6mila t/a), raggiungiamo una somma che rappresenta il doppio della capacità che occorre per trattare la nostra frazione organica. Non è che ci vogliono portare altri rifiuti da fuori, meno selezionati, più inquinanti e pericolosi, perché altrimenti questi impianti non convengono economicamente? Ricordiamo che queste strutture sono ambite perché ricevono fondi per le rinnovabili, così come accade per l’eolico, e non è affatto vero che non abbiano un impatto odorigeno.

LA NOSTRA PROPOSTA:

Diversi piccoli biodigestori aerobici, nella aree industriali dismesse, essendo questi impianti più economici, sostenibili ed innocui per l’ambiente, anzi, addirittura benefici, poiché garantiscono la restitutio ad integrum del contenuto organico alla stessa terra che ce lo ha fornito. E poi, puntiamo convintamente a produrre meno rifiuti! Oggi, ben l’89% dei rifiuti solidi urbani è riciclabile! 

Inoltre bisogna:
– Mettere in piedi un serrato porta a porta che differenzi perfettamente l’umido da conferire in un impianto di trattamento aerobico per ottenere un compost di qualità;
– Incentivare il compostaggio domestico e di condominio (dove si può);
– Incentivare compostaggio presso i coltivatori diretti;
– Utilizzare compost per la cura del verde pubblico;
– Fare informazione e rendere partecipi i cittadini;
– Far passare il messaggio che più si ricicla e meno si paga.