PETROLIO

PETROLIO

Qualcuno ha deciso che l’Irpinia deve morire sotto i colpi delle trivelle, ma noi non possiamo e non dobbiamo consentirlo.

Sono anni che questo territorio è minacciato dai petrolieri, esattamente dal 2002, data della prima richiesta di permesso di esplorazione petrolifera. Le trivellazioni petrolifere in Irpinia rappresenterebbero un’azione distruttiva ed irreversibile a livello ambientale, per tutto il nostro territorio: un disastro totale per la nostra salute e per la nostra economia. Da subito, quindi, ci siamo mossi insieme ai NoTriv manifestando contro questo scempio, organizzando convegni e raccogliendo le firme attraverso questa petizione contro le trivellazioni, presentata in Regione e sottoscritta anche da tanti Comuni Irpini.

Queste le Osservazioni dell’Isde (Medici per l’Ambiente) riguardo il pozzo esplorativo di Gesualdo1.

CRONISTORIA:

Il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, convenzionalmente denominato permesso “NUSCO”, è stato rilasciato in data 18 luglio del 2002 alla società Italmin Exploration s.r.l. dal Ministero dello Sviluppo Economico. Esso sarà poi confermato solo attraverso la delibera n. 549 del 9 luglio 2010 della Giunta della Regione Campania, con cui è stata incautamente espressa l’intesa al conferimento del permesso di ricerca “NUSCO”. Tale conferimento diviene effettivo col decreto ministeriale del 21/10/10: da questa data, la Italmin Exploration s.r.l., ha a disposizione 6 anni per attuare il permesso “NUSCO”.

La superficie esplorativa è inizialmente di 69,85 kmq; successivamente viene estesa a 696 kmq nella provincia di Avellino (ed altri 2,5 kmq nella Provincia di Benevento), con rettifica attraverso il decreto ministeriale del 25/02/11. I comuni irpini interessati direttamente dal permesso “NUSCO” sono: Andretta, Ariano Irpino, Bagnoli Irpino, Bonito, Caposele, Carife, Castel Baronia, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Chiusano di San Domenico, Conza della Campania, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Grottaminarda, Guardia dei Lombardi, Lapio, Lioni, Luogosano, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montella, Montemarano, Morra De Sanctis, Nusco, Paternopoli, Rocca San Felice, San Mango sul Calore, San Nicola Baronia, Sant’Angelo all’Esca, Sant’Angelo dei Lombardi, Sturno, Taurasi, Teora, Torella dei Lombardi, Trevico, Vallata, Villamaina e Villanova del Battista.

Attraverso la nota del 19 settembre 2012, la Società Italmin Exploration s.r.l. presenta istanza alla Regione Campania per l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) per la perforazione del pozzo esplorativo “Gesualdo 1”, mentre il 1° ottobre 2012 è la Co.Ge.Id. a divenirne rappresentante unico. La Regione Campania, in data 16 ottobre 2012 (nota n. 0755754/2012), conferma la ricezione di istanza per la V.I.A. con la documentazione, facendo richiesta di integrazione documentale, fornita poi dalla Società Italmin Exploration s.r.l. in data 5 novembre 2012. Da allora in avanti si susseguono molteplici sospensioni del permesso fino ad oggi: cliccando qui è possibile vedere tutte le sospensioni.

La Regione Campania non ha voluto presentare una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) che avrebbe dimostrato l’inconciliabilità delle perforazioni petrolifere con il nostro territorio, preferendo far decorrere i termini (legge 11 novembre 2014, n. 164) e demandando la decisione finale al Ministero per lo Sviluppo Economico.

D’ora in poi, purtroppo, potrà succedere di tutto: noi siamo pronti a combattere.