Estate in Irpinia 2017 - Lapio e Tufo

Si è appena conclusa la IV tappa di Estate in Irpinia che ci ha portati a Lapio e Tufo. Ho appena smaltito l’enorme quantità di calore accumulato (probabilmente rimarrà la tappa più calda di questa edizione) e quindi dovrei avere abbastanza lucidità per raccontare un’avventura caratterizzata da chiese, castelli, cantine, ponti, grotte e miniere (no, non è una favola). Ma andiamo con ordine.

Estate in Irpinia 2017 - Lapio e TufoLa mattina siamo stati guidati dal prof. Fiorenzo Iannino che ci ha mostrato, una dopo l’altra, cinque delle chiese di Lapio. Ciascuna con le proprie particolarità e un’intrigante commistione di antico e moderno. Si tratta infatti di edifici di origine ottocentesca che hanno però conservato molti elementi degli antichi siti. Particolarmente interessanti la statua seicentesca di Santa Caterina e le reliquie conservate, come quelle della Santa Croce che secondo la tradizione i Filangieri – protagonisti della storia di Lapio – portarono dalla Terra Santa ai tempi delle crociate.

Estate in Irpinia 2017 - Lapio e TufoConclusa la visita del borgo, ci siamo recati verso l’agriturismo Anila ma a spingerci non c’era però solo il bisogno di rifocillarci. L’agriturismo si trova infatti in un sito molto particolare, a pochi passi dallo spettacolare Ponte Principe sospeso sul fiume Calore. Uno dei ponti dell’Avellino-Rocchetta, realizzato nel 1893 con la stessa tecnica di costruzione della Torre Eiffel. Una meraviglia ingegneristica, conservatasi quasi integralmente originale e ingiustamente pensionata dalla frettolosa e poco lungimirante chiusura dell’antica linea ferroviaria.

Estate in Irpinia 2017 - Lapio e Tufo

Fra un pasto e l’altro è stata data la possibilità ai partecipanti di fare una piccola ma indimenticabile cavalcata intorno all’agriturismo!

Non meno ricco di meraviglia si è dimostrato il pomeriggio, trascorso a Tufo con la guida dell’associazione Calendula, di Dino Giovino e di Fabio Grassi. Come evidenziato da quest’ultimo, a Tufo non si visita un castello: perché il borgo stesso è un castello! Il palazzo rappresentava infatti solo l’ultima difesa, nonché la residenza del signore. In questa atmosfera incantata abbiamo visitato le Cantine di Marzo, da secoli (per la precisione dal 1648) produttrice di uno dei più importanti prodotti made in Irpinia: il greco di Tufo.

Estate in Irpinia 2017 - Lapio e TufoRigenerati dal fresco delle cantine, ci siamo recati in un fresco ancora più antico: quello della Grotta di San Michele. Una splendida cavità naturale scavata nella pietra, con i segni ancora visibili dello scorrere dell’acqua sia sulle pareti sia sul pavimento (che somiglia infatti al letto di un fiume). La Grotta, profonda più di 50 metri, venne dedicata dai bellicosi Longobardi a San Michele Arcangelo – loro patrono – ed è stata quindi oggetto di devozione fin dal Medioevo grazie alla sua acqua miracolosa.

Estate in Irpinia 2017 - Lapio e TufoL’ultimo appuntamento della tappa ha previsto la visita del Mulino-Giardino di Tufo, un particolare esempio di archeologia industriale edificato in concomitanza con le Miniere di zolfo (operative dal 1866 al 1980) che attrassero minatori da tutta Italia, rendendo così il paese un polo d’eccellenza. La giornata si è infine conclusa, non prima però del momento che – diciamolo – tutti si aspettavano, e che giustamente tutti attendevamo: la degustazione di vino bianco DOCG, gentilmente offerto dal Consorzio delle Terre di Tufo.

La prossima tappa è prevista per il prossimo 27 agosto con Aterrana di Montoro e Solofra ma seguiteci poiché a breve saranno pubblicati altri 2 imperdibili appuntamenti!