L’imponente e maestoso Castello si erge in cima all’omonimo borgo medievale, rendendo Gesualdo Avellino una delle mete più affascinanti nel cuore della verde Irpinia. Questo maniero rientra tra i numerosi castelli irpini, edificati inizialmente da Longobardi e Normanni e successivamente, in epoca rinascimentale, smilitarizzati e trasformati in vere e proprie sontuose residenze signorili. Il suo proprietario più illustre fu il Principe Carlo Gesualdo, noto compositore di madrigali e di musica sacra, in onore del quale il comune si fregia oggi della denominazione di “città del Principe dei musici”.
La millenaria storia del Castello di Gesualdo
Le origini del Castello risalgono all’Alto Medioevo; tuttavia, muovendosi tra storia e leggenda, è difficile collocare nel tempo con esattezza la sua realizzazione:
- L’ipotesi longobarda: Secondo alcuni, la fondazione sarebbe avvenuta nel corso del VII secolo su incarico di Romualdo, duca di Benevento.
- L’ipotesi del IX secolo: Secondo altri studiosi, la fortezza risalirebbe a due secoli più tardi, costruita per volontà dell’allora Principe di Benevento, Radelchi.
Le prime notizie ufficialmente documentate risalgono invece al XII secolo, durante la dominazione normanna. Esse indicano come primo signore del Castello Guglielmo d’Altavilla, la cui famiglia possedette il feudo per ben cinque secoli.
Il Casato Gesualdo e la leggenda del fantasma di Maria d’Avalos
Nella seconda metà del Cinquecento, il maniero si tinge di mistero con l’ultimo e più illustre discendente della dinastia, il Principe di Venosa Carlo Gesualdo. Noto per il suo talento musicale, il Principe acquistò purtroppo anche la triste fama di assassino dopo essersi macchiato dell’omicidio della giovane moglie Maria d’Avalos e del suo amante. Fu allora che, per sfuggire all’ira e alla vendetta delle due potenti famiglie, lasciò Napoli per rifugiarsi nell’inaccessibile castello-fortezza irpino.
La leggenda narra che il profondo senso di colpa di quella notte di sangue segnò la sua intera permanenza a Gesualdo e che da allora, nelle notti di luna piena, il fantasma di Maria d’Avalos si aggiri ancora disperato nei dintorni del Castello.
Durante questo periodo, per volere del Principe, l’aspetto dell’antico maniero fu completamente rinnovato. Da austera fortezza militare posta a difesa dei confini del Ducato di Benevento, fu trasformato in una splendida dimora signorile in stile rinascimentale, arricchendosi di una stamperia e persino di un nuovo teatro.
La famiglia Caccese e i danni del terremoto
Seguirono secoli meno floridi, proprietari meno virtuosi e lunghi decenni di abbandono, aggravati da rovinosi terremoti e ripetuti saccheggi. Solo nel 1855 il Castello fu sottoposto a una profonda trasformazione strutturale ad opera dei suoi nuovi proprietari, la famiglia Caccese, che realizzò:
- Il nuovo viale di accesso da Piazza Neviera.
- Il totale rifacimento della facciata esterna.
- La creazione di nuovi e più moderni ambienti interni.
In seguito al devastante terremoto dell’Irpinia del 1980, l’edificio fu dichiarato inagibile. Acquistato agli inizi degli anni Duemila dal Comune locale e dalla Provincia, è stato sottoposto a un accurato restauro – tutt’oggi in corso – che ha consentito di restituire al pubblico alcune delle sue zone più belle.
Il Castello oggi: un motivo in più per visitare Gesualdo Avellino
Per effetto dei vari avvenimenti e dei restauri stratificatisi nei secoli, attualmente il complesso presenta un’architettura affascinante e intrisa di stili diversi. La facciata esterna richiama nettamente gli schemi architettonici ottocenteschi, mentre gli interni, caratterizzati da ampi ambienti con soffitti a volta, conservano intatti preziosi elementi dell’arte gotica e dello stile rinascimentale.
Al piano terra è possibile visitare le antiche cucine e le stanze destinate alla servitù. Nelle sale del primo piano sono invece allestite le mostre permanenti dedicate a Carlo Gesualdo, che includono fedeli riproduzioni degli strumenti musicali e degli sfarzosi costumi dell’epoca.
Visitando il Castello si può letteralmente rivivere l’atmosfera cinquecentesca della corte e godere di un’incredibile e suggestiva veduta panoramica sul borgo di Gesualdo Avellino, sull’Alta Irpinia, sulla Valle del Calore e sui complessi montuosi del Partenio e del Sannio.