Montefusco: lo Spielberg d’Irpinia e il prezzo della libertà
Il museo etnografico di Aquilonia permette di perdersi nel tempo, offrendo una finestra aperta sul passato ma anche e soprattutto sul futuro.
Il comune di Grottolella vanta un’ottima localizzazione nella media valle del fiume Sabato. Analizzando le coordinate geografiche e la superficie territoriale, si nota come questo antico insediamento occupi una posizione panoramica davvero strategica. La sua particolare altitudine e i confini naturali verso il massiccio del Partenio lo rendono una meta affascinante. L’intera popolazione locale è molto legata alle proprie radici. Gli abitanti partecipano attivamente alla vita civica, confrontandosi con il sindaco anche al di fuori delle tradizionali elezioni comunali.
Questo borgo ha origini molto antiche e strettamente legate al periodo romano. Importanti ritrovamenti archeologici ne testimoniano infatti la lunga e ricca storia. Gli storici ipotizzano il passaggio di un’antica via romana e la presenza di una grande villa rustica.
Il patrimonio storico locale vanta la splendida chiesa di Santa Maria delle Grazie e la suggestiva Grotta naturale. Nel cuore del borgo sorge però il celebre castello Macedonio delle famiglie Carafa-Caracciolo. La Cronica di Falcone Beneventano cita esplicitamente l’esistenza di questa antica fortezza. Il territorio subì in seguito le feroci conquiste Ruggiero II il Normanno, che assediò e distrusse parzialmente l’edificio nel 1134. I successivi proprietari lo riedificarono definitivamente nel 1803 su una roccaforte longobarda.
L’aspetto esterno presenta un inconfondibile stile aragonese del XV secolo. I corpi di fabbrica a pianta quadrangolare circondano una bella e ampia corte interna. Un portale ad arco in pietra arenaria con decorazioni floreali permette l’accesso al cortile. La cortina esterna in pietra calcarea ospita una serie di eleganti finestre rettangolari. Quattro robusti torrioni rinforzano gli angoli del massiccio edificio storico. Tre di questi torrioni hanno forma cilindrica, mentre quello orientale presenta una pianta quadrata.
Entrando nel maniero, i visitatori varcano un solenne portale ad arco in pietra del 1690. Qui spicca il blasone della famiglia Macedonio, simbolo indiscusso di potenza e prestigio. Un arco ellittico in muratura introduce i turisti al grande cortile interno dell’edificio. Oltrepassando questa soglia, si viaggia magicamente indietro nel tempo. Si rivivono così le suggestive atmosfere tipiche del periodo medievale.
A nord della facciata si innalza una imponente torre cilindrica, raggiungibile dalle stanze interne. Sotto il livello del piano terreno si trova invece un ambiente molto buio, un tempo usato come deposito. Semplici finestre con davanzali modanati in pietra caratterizzano l’intera facciata principale. Il cortile a pianta rettangolare possiede una caratteristica cisterna posizionata al centro.
Nei secoli i locali sotterranei hanno ospitato armerie, magazzini e stanze-dormitorio. I feudatari del luogo dimoravano solitamente negli alloggi residenziali del piano superiore. Al piano terra di una torre circolare si trova invece la piccola cappella Palatina del 1150.
Le autorità dichiararono il castello monumento storico tutelato agli inizi del Novecento. Nel 1928 la famiglia Caracciolo vendette la grandiosa struttura a vari acquirenti privati. Dopo il sisma del 1980, l’edificio ha affrontato ulteriori lavori di restauro proseguiti fino al 1996. Nel 2020, grazie a un progetto giovanile, il castello ha ricevuto una nuova illuminazione architettonica.
Oggi l’amministrazione punta fortemente sulla promozione turistica e sulla visibilità del territorio irpino. Vengono costantemente creati contenuti online per valorizzare questa immensa bellezza architettonica. La presenza online di Grottolella è in costante e rapida crescita. Il castello raccoglie infatti ottime recensioni su portali dedicati come tripadvisor.it. Si nota inoltre un’enorme condivisione di foto e racconti su facebook e sugli altri social media.