Chi sente nominare Taurasi pensa subito al vino. È inevitabile: qui nasce uno dei rossi più prestigiosi d’Italia, primo vino del Mezzogiorno a conquistare la DOCG. Eppure il paese che gli ha dato il nome custodisce una storia molto più antica della viticoltura. Cinquemila anni fa, quando il vino che conosciamo oggi ancora non esisteva, queste colline erano già abitate da una comunità che ha lasciato una delle testimonianze archeologiche più importanti dell’Italia meridionale. È da qui che inizia il vero viaggio alla scoperta di Taurasi.

Una storia che comincia cinquemila anni fa

Le origini di Taurasi affondano in un passato sorprendentemente remoto.

Gli scavi archeologici condotti tra il 1993 e il 1996 in contrada San Martino hanno riportato alla luce un insediamento risalente all’Eneolitico, tra il 5000 e il 3000 a.C., facendo di Taurasi uno dei siti archeologici più importanti dell’Italia meridionale per la conoscenza di questo periodo.

Le ricerche hanno restituito un antico villaggio composto da capanne, strutture funerarie, utensili in pietra, ceramiche e preziosi reperti metallici, offrendo agli studiosi una documentazione di straordinaria ricchezza, per molti aspetti unica nel panorama nazionale.

Le abitazioni erano costruite con una zoccolatura in pietra a secco sulla quale poggiava una struttura lignea rivestita di argilla. Quattro delle cinque capanne rinvenute conservavano ancora numerosi elementi originari, permettendo di ricostruire con grande precisione l’organizzazione del villaggio.

Tra i ritrovamenti più affascinanti figurano grandi recipienti in ceramica utilizzati come urne cinerarie. Gli abitanti di Taurasi custodivano infatti le ceneri dei propri defunti all’interno o nelle immediate vicinanze delle abitazioni, raccontando un modo di vivere il rapporto con gli antenati profondamente diverso da quello attuale.

Accanto ai reperti ceramici sono stati rinvenuti anche un pugnale e uno spillone in metallo, considerati tra le più antiche testimonianze della lavorazione dei metalli documentate in Italia.

È proprio da questi ritrovamenti che prende forma la storia più antica di Taurasi.

Il Museo Archeologico: un viaggio nella Taurasi preistorica

Chi desidera comprendere davvero le origini del borgo non può rinunciare alla visita del Museo Archeologico di Taurasi, ospitato all’interno della sede municipale, accanto alla Chiesa del Santissimo Rosario.

La particolarità di questo museo non risiede soltanto nella qualità dei reperti esposti, ma nel modo in cui vengono raccontati.
Il percorso segue fedelmente quanto emerso durante gli scavi di contrada San Martino. Ogni vetrina custodisce gli oggetti ritrovati all’interno di una specifica capanna, rispettandone la disposizione originaria. Non si osservano semplicemente reperti archeologici: si entra idealmente nelle abitazioni di una comunità vissuta oltre cinquemila anni fa.

Pannelli didattici, ricostruzioni virtuali e planimetrie permettono di comprendere come fossero organizzati gli spazi, quali attività vi si svolgessero e come si articolasse la vita quotidiana degli abitanti.

Vasi, strumenti litici, utensili e urne cinerarie raccontano un mondo lontanissimo nel tempo ma incredibilmente concreto. Tra gli oggetti di maggior pregio spiccano il pugnale e lo spillone in metallo, reperti di eccezionale valore storico che testimoniano una delle prime fasi della metallurgia italiana.

Il Museo Archeologico di Taurasi non rappresenta soltanto una raccolta di reperti. È il luogo in cui si comprende come queste colline fossero già abitate migliaia di anni prima della nascita del borgo medievale e molto prima che il vino rendesse celebre questo territorio.

Il Museo Archeologico di Taurasi

Dalla Taurasia sannita al borgo medievale

La lunga storia di Taurasi continua nei secoli successivi.

Il nome del paese deriva probabilmente dalla lingua osco-sabellica e richiama il toro, animale sacro alle popolazioni sannitiche. L’antica Taurasia compare anche nella storia romana: nel 298 a.C. fu conquistata dal console Scipione Barbato durante le guerre sannitiche, episodio ricordato ancora oggi nell’iscrizione incisa sul celebre sarcofago della famiglia degli Scipioni.

Dopo le guerre puniche Taurasi divenne alleata di Roma e, tra l’età repubblicana e quella imperiale, assunse lo status di municipium con il nome di Taurasium. Grazie alla sua posizione strategica contribuiva al controllo delle vie interne collegate alla Via Appia, svolgendo un ruolo fondamentale nei collegamenti tra Campania e Puglia.

Con la caduta dell’Impero Romano il borgo acquistò una nuova funzione difensiva. I Longobardi trasformarono Taurasi in una fortezza posta a presidio della Valle del Calore e ancora oggi il loro passaggio è testimoniato dalle antiche porte urbiche: Porta Maggiore, Porta Sant’Angelo e Porta Piccola, che introducono ancora nel cuore del centro storico.

Fu proprio in questo periodo che iniziò la storia del monumento simbolo del paese.

Il Castello Marchionale, mille anni di storia racchiusi tra le sue mura

È impossibile visitare Taurasi senza lasciarsi attirare dal profilo del Castello Marchionale, che domina il borgo dalla sua posizione privilegiata. Più che un semplice edificio, il castello è un autentico racconto di pietra capace di attraversare oltre mille anni di storia. Secondo gli studiosi, le sue origini risalgono alla fortificazione realizzata dai Longobardi sulle antiche strutture romane. Successivamente furono i Normanni a rafforzarne il sistema difensivo, ampliando la fortezza e trasformandola progressivamente anche in una residenza signorile.

Nel corso dei secoli il castello cambiò più volte aspetto. Da presidio militare destinato alla difesa della valle divenne un elegante palazzo nobiliare, passando attraverso le vicende di importanti famiglie feudali che contribuirono ad arricchirlo e trasformarlo. Entrando nel cortile interno si percepisce immediatamente questa stratificazione storica. Le mura raccontano ancora l’austerità della fortezza medievale, mentre gli ambienti del piano nobile testimoniano il gusto raffinato della dimora marchionale.

Una scenografica scalinata conduce alle sale principali, tra cui spicca il grande salone con il monumentale camino in pietra, uno degli ambienti più suggestivi dell’intero complesso. Tra le stanze più celebri del castello merita una visita la Stanza del Principe, dove nel 1566 nacque Carlo Gesualdo, Principe di Venosa e uno dei più straordinari compositori del Rinascimento europeo. La sua figura continua ancora oggi a legare Taurasi alla grande storia della musica italiana.

Di particolare pregio è anche la Cappella di San Pietro a Castello, impreziosita da un raffinato altare marmoreo e da una volta riccamente decorata con eleganti stucchi raffiguranti angeli, testimonianza dell’importanza artistica raggiunta dal palazzo durante la sua stagione più prestigiosa. Passeggiando tra questi ambienti si ha la sensazione di attraversare secoli di storia, osservando come un’antica fortezza medievale sia diventata, nel tempo, uno dei più eleganti palazzi nobiliari dell’Irpinia.

Il Castello Marchionale di Taurasi

L’Enoteca Regionale e il Percorso Sensoriale TAU

Oggi il Castello Marchionale continua a vivere con una funzione completamente diversa, ma perfettamente coerente con la vocazione del territorio. Dal 2006 ospita infatti l’Enoteca Regionale per i Vini d’Irpinia, uno spazio dedicato alla valorizzazione delle tre grandi DOCG della provincia di Avellino: Taurasi, Fiano di Avellino e Greco di Tufo.

Non si tratta di una semplice esposizione di bottiglie. L’Enoteca rappresenta il punto di partenza ideale per conoscere il patrimonio vitivinicolo irpino attraverso degustazioni guidate, incontri con esperti e percorsi di approfondimento dedicati al mondo del vino.

Nelle antiche scuderie del castello trova spazio il suggestivo Percorso Sensoriale TAU, nato da un’intuizione di Antonio Buono. L’obiettivo è accompagnare il visitatore alla scoperta del vino coinvolgendo tutti i sensi. Colori, profumi, sapori, suoni e suggestioni permettono di comprendere come nasce un grande vino e quale legame profondo esista tra vitigno, territorio e memoria sensoriale.

È un’esperienza che va ben oltre la degustazione.

Qui il vino diventa uno strumento per leggere il paesaggio e comprendere perché proprio queste colline abbiano dato vita a uno dei più importanti rossi italiani.

L'Enoteca Regionale e il Percorso Sensoriale TAU

Scopri Taurasi con Info Irpinia

Visitare Taurasi significa molto più che degustare un grande vino.

Se vuoi conoscere davvero questo borgo, il consiglio è quello di viverlo accompagnato da chi ne conosce la storia, le tradizioni e le eccellenze.

Con Info Irpinia puoi partecipare all’experience Nei luoghi del Taurasi DOCG, un viaggio tra cantine, paesaggi vitivinicoli e sapori autentici che raccontano l’identità di questo territorio, oppure scegliere Castelli e borghi nobiliari, un itinerario dedicato ai luoghi simbolo della storia irpina, tra antiche dimore, centri storici e paesaggi senza tempo.
Perché a Taurasi il vino è soltanto l’inizio del viaggio. Il vero tesoro è tutto ciò che, da oltre cinquemila anni, continua a raccontare la storia di questo straordinario angolo d’Irpinia.

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