Lago Laceno estate: luogo di sentieri, grotte ed emozioni
Circondato dai Monti Picentini, il Lago Laceno è meta di turismo sia estivo che invernale, nonché di tantissime attività ricreative.
Le erbe spontanee sono una delle tante ricchezze naturali che il territorio dell’Irpinia offre. Esse, con il loro riconoscimento, raccolta e utilizzo, rappresentano un legame con il passato che è sempre più importante non dimenticare. La ricerca e la raccolta di erbe selvatiche e officinali, infatti, è una pratica ancora oggi in uso e in cui rivivono ricordi, odori e tradizioni antiche spesso tramandateci dai nonni.
Piante ed erbe spontanee che possono essere usate in cucina e quindi commestibili, sono propriamente dette piante alimurgiche e fin dall’antichità venivano raccolte per provvedere in caso di necessità al bisogno alimentare.
Anche se è più difficile rispetto al passato, a causa dell’urbanizzazione del territorio, attualmente è possibile trovarle nei campi abbandonati, nei boschi a diverse altitudini e lungo gli argini e le rive dei ruscelli.
Legate per ovvie ragioni al ciclo naturale delle stagioni, i periodi migliori per la raccolta delle erbe spontanee sono la primavera e l’autunno in cui, grazie alle abbondanti piogge risultano più rigogliose.
Secondo la tradizione le erbe spontanee andrebbero raccolte al mattino presto, quando il sole non è ancora alto e la rugiada mattutina le bagna donandogli una maggiore vitalità. È importante però raccoglierle evitando di strapparne le radici in modo che la pianta possa ricrescere.
Se si chiede alle persone più anziane o si ripensa ai nostri nonni, sarà facile ricordare scene, aneddoti o “miracolose soluzioni casalinghe” legate alle tante erbette che, muniti di sacchetto e taglierino, andavano a cercare un po’ per necessità e un po’ semplicemente perché spesso buonissime da impiegare in cucina.
In passato, ad esempio, un rimedio al mal di pancia dei bambini era realizzare un decotto con le radici di Gramigna e Ortica insieme ad alcuni cereali come Orzo e Avena. Tra i rimedi casalinghi usati per abbassare la febbre e calmare la tosse secca venivano impiegate foglie e fiori della Borragine, mentre contro il bruciore di stomaco era noto l’uso del Tarassaco, anche detto Dente di Leone o volgarmente “piscialetto” in riferimento alle sue proprietà diuretiche.
Ma è sicuramente in cucina che l’utilizzo delle erbe spontanee in Irpinia, oggi come ieri, raggiunge i livelli più alti e soddisfacenti rendendo uniche tante ricette della tradizione.
La Borragine, ottima anche in una semplice insalata, diventa pura poesia quando unita al Cardillo, al Cerfoglio e alla scarola dà origine al ripieno della tradizionale “Pizza con l’erba”, tipico piatto pasquale del nostro territorio.
Diverse ricette e variazioni si realizzano poi con i cosiddetti Scazzuoppoli “Cicorie Selvatiche”, le cime re Vitaglia, “cime di Vitalba” o ancora il Pulieio, una varietà di menta selvatica di cui è particolarmente ricca la Valle dell’Ufita e che viene usata nella preparazione dei “cicatiell co lo pulieio“ altro piatto tipico Irpino per antonomasia.
Vista l’importanza e la consuetudine d’uso nella gastronomia Irpina, sono sempre di più gli Agriturismi e le Fattorie Didattiche che, oltre a farne uso nelle proprie cucine, organizzano laboratori e veri e propri percorsi didattici alla riscoperta delle erbe spontanee, aromatiche e delle piante officinali che crescono naturalmente nel territorio e che vengono anche coltivate all’interno delle aziende agricole stesse.
I percorsi delle erbe officinali e aromatiche organizzati in Irpinia sono perlopiù rivolti ai bambini, alle scuole e a ristretti gruppi di persone accompagnati da guide esperte che li indirizzano nel riconoscimento della specie e nel suo utilizzo.
Saper riconoscere le erbe spontanee, dove effettuare la propria raccolta, il periodo giusto per ogni specie e la modalità più consona è fondamentale per essere sicuri di consumare un prodotto non dannoso per la salute nel pieno rispetto dell’ecosistema e della natura.