Nusco si sviluppa in posizione elevata, affacciato sul paesaggio dell’Alta Irpinia. È proprio questa collocazione panoramica ad avergli fatto guadagnare l’appellativo di “Balcone dell’Irpinia”: passeggiando nel borgo, vicoli e piazze conducono verso punti dai quali lo sguardo si apre sulle montagne e sulle vallate circostanti. Se ti stai chiedendo, arrivato nel Balcone dell’Irpinia, cosa visitare per cogliere l’essenza del borgo, il percorso ideale lega i suoi celebri panorami alla sua profonda storia.

Il paese è sorto progressivamente in epoca longobarda intorno a una fortificazione collocata in posizione strategica. Le testimonianze più antiche documentate nel territorio risalgono però all’età imperiale romana e provengono soprattutto dalla località Fontigliano. Qui sono stati rinvenuti iscrizioni latine, sarcofagi, edicole funerarie e materiali architettonici, insieme ai resti di un esteso insediamento rurale. Da queste tracce prende avvio un itinerario che attraversa secoli di storia tra il nucleo medievale, le architetture religiose e i maestosi palazzi.

Dalle origini longobarde al castello medievale

Il borgo si sviluppò progressivamente in epoca longobarda attorno a una fortificazione strategica. La prima menzione documentaria risale al 1093, nel Testamentum di Sant’Amato, dove compare un certo Orso, indicato come feudatario del conte normanno Ruggiero Borsa, figlio di Roberto il Guiscardo. Nel 1122 il castello offrì invece rifugio al duca di Puglia Guglielmo durante il conflitto con il conte di Ariano Giordano.

Il Catalogo dei Baroni documenta nel XII secolo l’avvicendarsi nella signoria di diversi esponenti della famiglia de Tivilla. Nei secoli successivi il feudo passò attraverso numerose casate e, nell’ottobre del 1254, anche Manfredi di Svevia soggiornò per un giorno nel castello di Nusco prima di proseguire verso Venosa e Lucera. Dell’antica struttura fortificata oggi sopravvivono alcuni tratti murari, porzioni delle cortine difensive, ambienti interni e una torre di epoca aragonese.

Tra vicoli, palazzi e antiche chiese

Entrando nel borgo, l’impianto medievale lascia progressivamente spazio alle testimonianze architettoniche accumulate nei secoli successivi. Tra gli edifici signorili vengono ricordati Palazzo Astronimica, Palazzo Ebreo, Palazzo Lombardi, Palazzo De Donatis, Palazzo Imparato e Palazzo De Paola, restaurati in seguito ai terremoti che hanno interessato il territorio. Per chi desidera vivere appieno l’atmosfera del centro storico Nusco, ristoranti e osterie tipiche si nascondono proprio tra questi antichi vicoli, offrendo i sapori autentici dell’Alta Irpinia.

Numerosi sono anche gli edifici religiosi. La Chiesa della Santissima Trinità, edificata nel XIV secolo e rifatta nel 1708, conserva un dipinto murale medievale raffigurante un Cristo benedicente e una tela settecentesca con il Cristo morto tra i Santi Cosma e Damiano. La Chiesa di Santa Maria risale alla metà del XVII secolo, mentre la Chiesa di Sant’Antonio, costruita nel XVIII secolo, presenta un portale in pietra datato 1521 e custodisce una statua lignea settecentesca del santo. All’ingresso del paese si incontra inoltre il monumento della Santa Croce, realizzato nel 1619 in pietra locale: una croce posta su una colonna monolitica scanalata, sostenuta da quattro leoncini e impostata su un basamento decorato.

La Cattedrale di Sant’Amato e la cripta romanica

La Cattedrale di Sant’Amato, documentata già nell’XI secolo, rappresenta uno dei principali riferimenti monumentali per chi cerca a Nusco cosa vedere. L’edificio attuale deriva soprattutto dal rifacimento settecentesco e presenta una facciata con portale in pietra, due ingressi laterali e una monofora centrale. Sul lato destro si innalza la torre campanaria realizzata nel 1891.

L’interno è articolato in tre navate e conserva un ricco patrimonio artistico. Sotto la navata centrale si trova la cripta in stile romanico, caratterizzata da volte a crociera sostenute da robuste colonne. Al suo interno è conservato un dipinto bizantino della Madonna del Soccorso e sono presenti affreschi settecenteschi. La cattedrale custodisce inoltre un coro ligneo, tele della Via Crucis, dipinti, oggetti sacri e opere legate alla lunga storia della sede vescovile. Il legame con Sant’Amato, vescovo di Nusco nell’XI secolo, emerge già dalle più antiche testimonianze documentarie del paese e continua a occupare un posto centrale nella devozione locale.

Fontigliano, dalle testimonianze romane all’abbazia benedettina

A circa sei chilometri dal centro, alle falde del Montagnone, si trova Fontigliano, l’area dalla quale provengono alcune delle più importanti testimonianze archeologiche di età romana rinvenute nel territorio nuscano. Qui sorge la Chiesa di Santa Maria di Fontigliano, legata all’antica abbazia benedettina fondata in epoca longobarda e soppressa nel 1460. Secondo le fonti, il complesso religioso sarebbe sorto sulle rovine di un precedente edificio di culto di età imperiale romana.

La chiesa fu ampliata nell’Ottocento e ricostruita nel 1950 a seguito dei danni provocati da una frana. Al suo interno conserva una statua lignea della Madonna di Fontigliano, attribuita all’età angioina e probabilmente risalente al XIV secolo. Accanto alla chiesa si trova un piccolo Antiquarium, nel quale sono raccolti iscrizioni e materiali architettonici di epoca romana provenienti dalla zona.

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