Torri, mura, cortili e antiche residenze nobiliari accompagnano il viaggio attraverso l’Irpinia. Questa terra ha occupato per secoli una posizione strategica tra Campania, Puglia e Basilicata. Dai Longobardi ai Normanni, dagli Angioini agli Aragonesi, ogni dominazione ha lasciato tracce nei castelli irpinia. Queste imponenti strutture dominano ancora oggi i borghi e le vallate della provincia.

L’auto rappresenta la soluzione ideale per scoprire queste bellezze. Puoi organizzare un indimenticabile tour dei castelli in provincia di Avellino in tre giorni. L’itinerario procede per aree geografiche e trasforma gli spostamenti in parte viva del viaggio. Partirai dalla Bassa Irpinia e dalla Valle Caudina. Attraverserai poi il cuore della provincia per raggiungere l’Alta Irpinia e l’area dell’Ufita.

Primo giorno: Lauro, Avella e San Martino Valle Caudina

  1. Castello Lancellotti di Lauro
    Il viaggio inizia da Lauro. Qui il Castello Lancellotti emerge imponente tra le strade del borgo. La sua architettura fonde armoniosamente elementi gotici, rinascimentali e barocchi. Il principe Filippo Lancellotti ricostruì completamente l’edificio nel 1870. I repubblicani francesi avevano infatti appiccato un devastante incendio nel 1799.Torri quadrangolari, mura con merlature guelfe e un portale a bugnato introducono agli ambienti interni. Tra questi spiccano la Sala d’Armi, il Salone Rosso e la Sala del Biliardo. Troverai anche una biblioteca con oltre mille opere e un’antica scuderia. Questa conserva eleganti carrozze del XVIII e XIX secolo. All’esterno si aprono due cortili storici e un curatissimo giardino all’italiana.
  2. Castello di Avella
    Da Lauro si prosegue verso Avella. Qui il castello occupa una posizione dominante su uno dei colli circostanti. Il complesso fortificato conserva intatte due cinte murarie concentriche e il possente mastio. I resti delle torri permettono ancora di ammirare la sua rigida organizzazione difensiva. Il nucleo più antico risale alla presenza longobarda. In epoca normanna, invece, il castello assunse una struttura più articolata. Nel corso dei secoli, la fortezza passò nelle mani di diverse famiglie feudali. Subì inoltre gravi danni a causa dei forti terremoti del 1456 e del 1466. La sua ottima posizione consentiva di controllare l’intera piana campana.
  3. Castello Pignatelli della Leonessa di San Martino Valle Caudina
    L’ultima tappa della prima giornata porta dritti nella Valle Caudina. Raggiungerai San Martino Valle Caudina per ammirare il Castello Pignatelli della Leonessa. I costruttori eressero questo edificio come rigida struttura difensiva medievale. I signori locali lo trasformarono successivamente in una sfarzosa residenza signorile. Le robuste mura, le torri e il cortile interno conservano l’immagine originaria della fortezza. Gli ambienti residenziali testimoniano invece le grandi trasformazioni avvenute nei secoli. La posizione dominante permette ai visitatori di osservare il magnifico paesaggio compreso tra il Partenio e il Taburno.

Secondo giorno: San Barbato, Taurasi, Gesualdo e Torella dei Lombardi

  1. Castello di San Barbato
    Il secondo giorno parte dal suggestivo borgo di San Barbato, nel territorio di Manocalzati. I Longobardi edificarono originariamente questa fortezza. Oggi il complesso presenta soprattutto le caratteristiche di una roccaforte aragonese quattrocentesca. La struttura mostra una pianta quadrangolare ben organizzata intorno a un cortile centrale. L’edificio risulta molto interessante per la diversa conformazione delle sue quattro torri. Quelle meridionali presentano una forma circolare a scarpa. Le due torri settentrionali hanno invece una particolare pianta a punta. Un’alta gradinata conduce al portale d’ingresso. Da qui si accede alla corte arricchita da grandi volte a botte.
  2. Castello Marchionale di Taurasi
    Seguendo la valle del fiume Calore si raggiunge rapidamente Taurasi. Questo borgo è famoso in tutta Italia per il suo vino eccellente. Vanta però anche una lunga e gloriosa storia feudale. Il Castello Marchionale affonda le proprie origini nel Medioevo. I Normanni ricostruirono la fortezza dopo le gravi distruzioni del X secolo. Il maniero passò poi a famiglie importanti, tra cui i Filangieri e i Caracciolo.
    Agli inizi del Seicento, i nobili trasformarono la fortezza in un raffinato palazzo gentilizio. Tra gli elementi caratteristici spicca l’elegante scalinata elicoidale in pietra del mastio. Questa struttura permette di raggiungere la parte più alta dell’edificio e dominare il paesaggio circostante.
  3. Castello di Gesualdo
    La strada panoramica prosegue verso Gesualdo. Qui il castello occupa la sommità della collina che ospita il centro storico. Le sue origini risalgono all’età medievale. Già nel 1078 le antiche fonti ricordano il centro abitato con il suo feudatario Guglielmo di Altavilla. Una delle fasi più affascinanti della storia riguarda Carlo Gesualdo. Il celebre principe di Venosa e compositore trasformò il maniero in lussuosa residenza tra Cinquecento e Seicento. Il castello assunse così un ruolo superiore a quello puramente militare. Si legò indissolubilmente alla vivace vita culturale della corte del principe.
  4. Castello Ruspoli di Torella dei Lombardi
    Da Gesualdo si procede in direzione di Torella dei Lombardi. Il Castello Ruspoli sorge a un’altitudine di circa 667 metri. Gli studiosi fanno risalire la prima fortificazione al lontano 850. In quell’anno i Longobardi realizzarono un primo fortino ligneo. In età normanna i costruttori eressero una possente torre in pietra di forma cilindrica. Il terremoto del 1980 provocò danni gravissimi all’intera struttura. Le spesse mura resistettero però all’urto mortale. Tra il 1993 e il 1997, scrupolosi lavori di restauro salvarono il complesso. Oggi l’edificio ospita il Comune e il Museo del Cinema locale.

Terzo giorno: Rocca San Felice, Sant’Angelo dei Lombardi e Ariano Irpino

  1. Castello di Rocca San Felice
    Tra i castelli medievali Irpinia da visitare, la terza giornata regala vere emozioni a Rocca San Felice. I suggestivi resti del castello dominano dall’alto il piccolo borgo storico. I Longobardi fondarono la fortificazione per poi ampliarla nel tempo. La struttura conserva intatte parti delle mura difensive e della grande torre principale. La ripida salita attraversa il pittoresco tessuto medievale del paese. Da questa altezza la posizione strategica del castello appare immediatamente chiara ai visitatori. Lo sguardo si apre sulla vasta Valle d’Ansanto e sull’intero territorio circostante. La fortezza ebbe il compito di sorvegliare questa terra per secoli.
  2. Castello degli Imperiale di Sant’Angelo dei Lombardi
    Pochi chilometri separano Rocca San Felice da Sant’Angelo dei Lombardi. Nel punto più alto dell’antico nucleo urbano sorge il Castello degli Imperiale. Nacque come semplice fortilizio longobardo prima di crescere durante la dominazione normanna. Tra gli elementi riconoscibili figurano l’elegante portale cinquecentesco e una massiccia torre poligonale. Sulla facciata spicca un’antica epigrafe di epoca classica intelligentemente reimpiegata. Le trasformazioni più importanti avvennero tra il XVI e il XVIII secolo. L’antica struttura difensiva assunse l’aspetto accogliente di una residenza gentilizia. Gravi danni colpirono il castello nel 1980, ma un grande restauro lo ha salvato.
  3. Castello Normanno di Ariano Irpino
    L’emozionante itinerario termina infine ad Ariano Irpino. Il castello sorge sul colle della Guardia, a 811 metri di altitudine. Conserva una storia gloriosa che attraversa oltre un millennio. Il “castrum Ariani” compare infatti già in un documento ufficiale dell’892. L’arrivo dei Normanni trasformò profondamente l’originaria fortificazione longobarda. Ariano divenne una potente contea nel 1024. Tra l’XI e il XII secolo, il castello assunse una configurazione architettonica sempre più imponente. Nel 1140, il re Ruggero II convocò proprio qui il primo parlamento generale del Regno. Durante questa riunione promulgò le celebri Assise di Ariano. Oggi restano il maestoso mastio, le robuste cinte difensive e le grandi torri di guardia.

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