Dal centro storico del paese ai grandi pianori del Partenio, questo itinerario conduce nel cuore della montagna irpina. Il tracciato attraversa boschi freschi, limpide sorgenti e magnifici punti panoramici. Tra i sentieri del Parco del Partenio da Summonte, questo percorso spicca per bellezza e ricchezza naturalistica.
Salendo di quota, il paesaggio cambia gradualmente. Le ampie vedute sulla conca avellinese lasciano spazio a una fitta vegetazione. I camminatori superano radure ricche di flora spontanea e raggiungono l’ampia distesa verde. Il trekking misura circa nove chilometri e presenta una difficoltà E (escursionistica). Questa passeggiata permette di conoscere il massiccio montuoso osservando la sua enorme biodiversità. Mostra inoltre le affascinanti tracce del rapporto secolare tra l’uomo e la montagna. La partenza avviene nella centrale Piazza De Vito. Il tracciato segue inizialmente il sentiero numero 22 e incrocia il percorso 224/A Sant’Angelo a Scala–San Silvestro. Successivamente si collega al grande Sentiero Italia SI numero 90. Il cammino parte da circa 745 metri e accompagna progressivamente verso le vette del massiccio.
Da Summonte verso il cuore del Parco del Partenio
I camminatori superano via San Sebastiano e incontrano un’arcata in legno. Questa struttura introduce al percorso ambientale e alla località Urupreta. Il paese si allontana velocemente e il bosco prende il totale sopravvento. Una vegetazione particolarmente ricca e profumata accompagna la salita. Timo, lavanda e rosa canina si alternano a bellissimi asfodeli, orchidee e viole selvatiche. Durante la primavera queste fioriture colorano vivacemente prati e radure.
Lungo il tragitto affiora una suggestiva stratificazione del tufo. Questa roccia testimonia chiaramente le antichissime eruzioni del vulcano Vesuvio. La successione degli strati rende visibile un’intera pagina della complessa storia geologica territoriale. Invita i passanti a osservare con grande attenzione i segreti della montagna. La faticosa salita conduce fino al Belvedere Urupreta. Da qui la vista si apre inesorabilmente sulla conca avellinese e sui rilievi circostanti. L’escursione prosegue poi verso Castellone e il Becco dell’Aquila. Faggi maestosi, ontani, roverelle e tassi caratterizzano sempre più l’intero paesaggio montano. Tra la vegetazione sopravvivono anche diverse antiche neviere. Le comunità locali utilizzavano queste buche in passato per accumulare la neve invernale e disporre di ghiaccio nei mesi caldi.
Campo San Giovanni, nel cuore del Partenio
Per chi ama Campo San Giovanni Partenio, l’escursione entra nel vivo raggiungendo la località Forcetelle. Da questo importante punto di passaggio si diramano numerosi sentieri montani. L’itinerario continua attraverso il Vallatrone, ancora immerso nel folto bosco. Improvvisamente gli alberi si diradano e svelano un vasto e luminoso pianoro carsico incorniciato dalle faggete.
L’arrivo rappresenta uno dei momenti più emozionanti dell’intera giornata. Dopo la lunga salita tra gli alberi, lo spazio si allarga in una immensa distesa di prati. Questo ambiente cambia radicalmente aspetto con il susseguirsi delle stagioni. Orchidee e asfodeli emergono dall’erba verdeggiante. Il severo profilo delle montagne racchiude il pianoro in un ambiente appartato e silenzioso. Qui prevalgono unicamente i colori brillanti e i dolci suoni della natura selvatica.
Questo paesaggio conserva ancora oggi una fortissima impronta pastorale. Le mandrie di bovini pascolano liberamente sui verdi prati. Al centro della distesa sorge un antico e prezioso abbeveratoio alimentato da acqua freschissima. Un rifugio ormai abbandonato custodisce un altro importante frammento di storia locale. Fino a pochi anni fa questa struttura ospitava un vivace caseificio d’alta quota. I pastori trasformavano in gustoso formaggio il latte delle mucche allevate sui pascoli. A completare questo magnifico scenario spicca un maestoso faggio secolare. L’albero vanta oltre duecento anni di età e circa cinque metri di diametro. La sua immensa chioma offre un perfetto riparo naturale per una piacevole sosta. Numerose salamandre pezzate, volpi furtive, poiane e rari corvi imperiali arricchiscono la fauna dell’area.
Una montagna attraversata dalla storia
Il valore di questo trekking supera di gran lunga il semplice aspetto naturalistico. La strategica posizione del Partenio ne fece un’importante area di collegamento fin dall’antichità. Univa vitalmente la costa tirrenica e quella adriatica tra il Samnium e la Campania Felix. L’abbondanza d’acqua e le naturali possibilità di difesa favorirono la stabile frequentazione di questi luoghi in epoche remote.
A Summonte gli archeologi hanno rinvenuto diverse tombe di epoca preromana. Durante l’età romana il territorio apparteneva a una fitta rete di comunicazioni. Questi percorsi interessavano la valle del Sabato, Abellinum e Benevento. La formazione del nucleo abitato di Summonte risale probabilmente alla prima metà del V secolo d.C. In quel turbolento periodo diverse popolazioni si spostarono verso le zone collinari e montuose. Cercavano un disperato riparo per sottrarsi alle violente incursioni vandaliche di Genserico. Questa lunga e complessa storia aiuta a comprendere i preziosi ruderi incontrati durante l’escursione.
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