The Picentini Mountains Regional Park
The Monti Picentini Regional Park is an embrace of wild nature and ancient serenity, where the soul is lost among the peaks and the heart finds refuge.
Lungo il tracciato dell’antica Via Appia, nel territorio di Mirabella Eclano, sopravvivono le tracce di una delle città più importanti dell’Irpinia antica. Aeclanum fu prima centro degli Irpini, poi municipium romano, colonia imperiale e infine sede vescovile: una città attraversata per secoli da commerci, eserciti e viaggiatori.
Oggi il Parco Archeologico di Aeclanum permette di entrare fisicamente in questa storia. Mura, strade, terme, abitazioni, spazi commerciali e una basilica paleocristiana raccontano l’evoluzione di un centro che, grazie soprattutto alla sua posizione strategica, ebbe un ruolo di primo piano nel territorio irpino.
La presenza umana nel territorio di Mirabella Eclano è molto antica: in località Madonna delle Grazie è stata rinvenuta una necropoli dell’età eneolitica, con tombe scavate nel tufo. La storia di Aeclanum vera e propria affonda però le radici nel mondo dei Sanniti-Irpini, che abitavano gran parte dell’attuale Irpinia.
La posizione scelta per l’insediamento era particolarmente favorevole: un pianoro tra le valli del Calore e dell’Ufita, lungo un importante percorso di attraversamento dell’Appennino. Una caratteristica destinata a segnare tutta la storia della città.
Il momento decisivo arrivò nell’89 a.C., durante la Guerra Sociale. Aeclanum era schierata con gli Italici quando Lucio Cornelio Silla giunse alle sue porte. Secondo il racconto di Appiano, la città era protetta da una palizzata in legno. Silla concesse agli abitanti un’ora per arrendersi e, nel frattempo, fece accumulare fascine intorno alle fortificazioni. Scaduto il tempo, ordinò di incendiarle.
Gli Eclanesi si arresero e la città venne saccheggiata. Quell’episodio segnò una svolta: pochi anni dopo Aeclanum divenne municipium romano, iscritto alla tribù Cornelia.
Con Roma la città cambiò volto. Furono costruite nuove mura in opus reticulatum, dotate di porte e torri, mentre l’abitato si sviluppò progressivamente con edifici pubblici, strade e quartieri residenziali.
Ma la vera fortuna di Aeclanum passava dalla strada.
La Via Appia, la celebre regina viarum, attraversava la città e la inseriva direttamente nella grande rete di collegamenti dell’Italia romana. Aeclanum diventò così un importante punto di passaggio tra il versante tirrenico e quello adriatico, frequentato da mercanti, viaggiatori ed eserciti.
Tra il I e il II secolo d.C. la città visse una fase di grande prosperità. Intorno al 120 d.C., sotto l’imperatore Adriano, fu elevata al rango di colonia con il nome di Aelia Augusta Aeclanum.
È questa lunga fase romana ad aver lasciato alcune delle testimonianze più importanti che oggi si incontrano nel Parco Archeologico di Aeclanum.
Tra le strutture più suggestive c’è il grande complesso termale, luogo non soltanto dedicato alla cura del corpo, ma anche alla vita sociale. Decorazioni marmoree, mosaici e altri ritrovamenti testimoniano il livello raggiunto dalla città durante l’età imperiale.
Poco distante si trovava il macellum, il mercato cittadino, riconoscibile anche per la presenza della caratteristica struttura circolare centrale, la tholos. Le domus, invece, riportano alla dimensione privata della vita eclanese: tra quelle scavate compare un’abitazione con peristilio, colonne e un impluvium per la raccolta dell’acqua piovana.
Le ricerche archeologiche continuano ancora oggi ad ampliare la conoscenza della città. Le campagne più recenti hanno permesso di individuare anche tracce del foro, il cuore politico e amministrativo di Aeclanum.
La città continuò a essere importante anche quando il mondo romano cominciò a trasformarsi. In età tardoantica Aeclanum divenne infatti sede vescovile.
A questo periodo appartiene la basilica paleocristiana, realizzata riutilizzando in parte strutture precedenti. Era articolata in tre navate e comprendeva un battistero con un particolare fonte battesimale a croce greca.
A Eclano è legato anche Giuliano di Eclano, vescovo del V secolo e uno dei principali sostenitori del pelagianesimo, ricordato soprattutto per la lunga controversia teologica che lo contrappose a Sant’Agostino.
Dal V secolo Aeclanum attraversò una fase sempre più difficile. Subì distruzioni durante il passaggio di Alarico nel 410, attraversò le guerre tra Goti e Bizantini e successivamente l’avanzata longobarda. Nel corso dell’Alto Medioevo l’antico centro perse progressivamente la sua funzione e l’insediamento si spostò verso altri luoghi, fino alla formazione dell’attuale Mirabella Eclano.
La città romana, però, rimase sotto terra.
Ed è proprio questo a rendere particolare il Parco Archeologico di Aeclanum. Quello che oggi appare come un insieme di mura, strade e resti di edifici era un’unica città attraversata dalla Via Appia, abitata per secoli e continuamente trasformata. Una parte è tornata alla luce, molto altro resta ancora da conoscere.
Vuoi andare oltre la visita e camminare davvero sulle tracce dell’antica Via Appia? Con Info Irpinia puoi vivere l’esperienza “Camminare lungo l’Appia Antica”, un viaggio a piedi che parte proprio da Mirabella Eclano e dall’antica Aeclanum e prosegue lungo la Regina Viarum, attraversando borghi, campagne e paesaggi irpini. Un modo diverso per scoprire il territorio, seguendo una strada che da oltre duemila anni racconta la storia dell’Irpinia.