Ad Aterrana, piccola frazione di Montoro, il passato non si legge soltanto nei vicoli in pietra. Vive anche tra gli antichi oggetti del Piccolo Museo di Papaciccio. Qui utensili, botteghe e strumenti di lavoro raccontano l’autentica quotidianità contadina. Illustrano gli antichi mestieri che hanno segnato profondamente la storia del territorio. Se ti stai chiedendo ad Aterrana cosa vedere, questo borgo rappresenta senza dubbio una tappa imperdibile per scoprire l’anima dell’Irpinia.

Montoro, una storia antichissima

Il vasto territorio di Montoro conserva testimonianze di una presenza umana molto antica. Gli archeologi hanno rinvenuto focolari e resti di pasti nella località Balzi del Guacci. Hanno trovato questi antichi strumenti in pietra attribuiti all’età mesolitica, tra il VI e il V millennio a.C. Nelle vicinanze della frazione Torchiati gli studiosi attestano inoltre la presenza di un insediamento del VII-VI secolo a.C.

Durante l’epoca romana, i proprietari terrieri costruirono numerose ville rustiche legate allo sfruttamento agricolo. Nella zona passava anche il grande acquedotto romano conosciuto come Fontis Augustei Aquaeductus. Questa imponente e geniale struttura trasportava l’acqua dalle sorgenti di Serino fino al porto militare di Miseno.

Le prime attestazioni del borgo medievale risalgono al lontano X secolo. Nei secoli successivi Montoro seguì fedelmente le vicende del Principato di Salerno e del Regno di Napoli. Importanti famiglie feudali presero il pieno controllo dell’area, tra cui i Sanseverino, gli Zurlo e i De Capua. Questa lunga storia risulta ancora oggi leggibile nelle chiese e nei palazzi dei piccoli centri abitati montoresi.

Aterrana, un borgo che ha attraversato i secoli

Aterrana è una pittoresca frazione di Montoro ricca di fascino intatto. Qui epoche differenti continuano a sovrapporsi magnificamente sulle antiche facciate degli edifici. Vicoli stretti e abitazioni in pietra con scalinate esterne dominano il suggestivo paesaggio urbano. Balconcini di gusto barocco e cortili con antichi pozzi compongono uno scenario sottratto all’inevitabile modernità.

La storia del borgo si lega strettamente al bellissimo paesaggio circostante. Le faticose attività agricole e artigianali hanno scandito per secoli la vita dell’intera comunità. Le antiche botteghe non rappresentavano infatti soltanto rudi luoghi di lavoro per gli artigiani. Costituivano veri e propri spazi di incontro per condividere preziose notizie e momenti di vita quotidiana.

Aterrana compare oggi nel prestigioso censimento nazionale “I Luoghi del Cuore” promossa dal FAI. Il Fondo per l’Ambiente Italiano dedica questa lodevole iniziativa ai beni culturali segnalati e votati direttamente dai cittadini. Il borgo ha partecipato a diverse edizioni del fortunato censimento, compresa quella del 2024.

Il Piccolo Museo di Papaciccio

Nel cuore del borgo, lungo Via Madonna di Montevergine, sorge il Piccolo Museo di Papaciccio. Eugenio Gaetano Parrella, appassionato abitante di Aterrana, ha creato questa affascinante e preziosa raccolta. Eugenio ha vissuto il paese quando le rumorose botteghe artigiane erano ancora aperte e molto frequentate.

Dopo il drammatico terremoto del 1980, molte attività scomparvero e gli abitanti abbandonarono numerosi utensili. Eugenio cominciò allora a recuperare con pazienza gli oggetti a forte rischio di distruzione. Egli capì immediatamente l’importanza di salvare la memoria degli artigiani e dell’intero borgo.

Il curioso nome del museo deriva da Francesco, detto amichevolmente Ciccio. Questo signore anziano era l’originario proprietario del palazzo che oggi ospita la splendida raccolta. Gli abitanti lo chiamavano affettuosamente “papà Ciccio” in segno di grande e profondo rispetto. Da questa bella consuetudine paesana nacque il celebre nome Papaciccio.

Gli oggetti che raccontano una comunità

Le stanze del museo custodiscono innumerevoli e preziosi strumenti antichi. Questi attrezzi manuali appartenevano a laboriosi contadini, boscaioli, bottai, falegnami, carbonai e cestai. Accanto ai pesanti strumenti da lavoro troverai pentole, recipienti, antiche bilance, mobili e giochi in legno. Questi semplici oggetti domestici raccontano con estrema chiarezza la quotidianità delle famiglie di un tempo.

Il museo non conserva soltanto la viva memoria di Aterrana e della vicina Montoro. Molti degli antichi mestieri rappresentati risultavano comuni a gran parte delle comunità rurali dell’intero Mezzogiorno. Osservare da vicino questi oggetti significa ritrovare gesti, sane abitudini e forme di ingegno di intere generazioni passate.

La raccolta continua inoltre ad arricchirsi costantemente e generosamente nel tempo. Numerose persone scelgono infatti di donare utensili appartenuti alle proprie famiglie subito dopo la visita. Ciò che rischierebbe purtroppo di essere dimenticato trova così una nuova splendida vita e diventa memoria condivisa.

La ghiacciaia e l’ingegno della vita contadina

Il piano inferiore del grande palazzo conserva un’antica e suggestiva ghiacciaia sotterranea. Durante il rigido inverno i contadini raccoglievano e trasportavano la candida neve all’interno della struttura. La comprimevano poi con grandissima forza fino a trasformarla in solido e compatto ghiaccio. Le persone separavano gli strati di ghiaccio con delle semplici foglie cadute. Utilizzavano poi il prezioso prodotto congelato per la conservazione degli alimenti o per il redditizio commercio.

Si tratta di una testimonianza estremamente concreta dell’ingegno delle fiere comunità del passato. I nostri antenati sapevano utilizzare al meglio le risorse naturali disponibili e adattarsi alle dure esigenze quotidiane. Nel museo anche gli oggetti più semplici parlano di straordinaria creatività, paziente riparazione e intelligente riuso. Quando un prezioso utensile si rompeva, nessuno lo sostituiva mai immediatamente. L’artigiano lo aggiustava con immensa e devota pazienza per continuare a utilizzarlo a lungo.

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L’associazione locale gestisce oggi con passione e dedizione il Piccolo Museo di Papaciccio. I instancabili volontari promuovono la raccolta e l’esposizione dei vecchi e preziosi attrezzi di lavoro. Organizzano regolarmente passeggiate guidate tra le stradine di Aterrana e i meravigliosi sentieri di montagna. Offrono inoltre utilissime dimostrazioni e laboratori pratici interamente dedicati ai mestieri del passato. Queste attività virtuose fanno conoscere il territorio attraverso la sostenibilità e il contatto diretto con l’amata natura.

Questo è l’autentico spirito della nostra speciale experience Mani nella terra, tempo che rallenta. Potrai entrare dolcemente nel cuore pulsante della pacifica vita rurale locale. Riscoprirai il grande inestimabile valore degli antichi e nobili mestieri irpini. Comprenderai con chiarezza quanta storia possa nascondersi in un semplice utensile, in una bottega o in una piccola strada di paese. Partecipare all’experience significa conoscere a fondo Montoro attraverso le sue radici più autentiche e profonde. Lasciati accompagnare con serenità tra la memoria contadina locale e gli affascinanti oggetti del Piccolo Museo di Papaciccio.

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